sabato 1 dicembre 2007

POLIGONO DI WILLIS

Il Poligono di Willis è una vasta anastomosi presente alla base della scatola cranica.
Rappresenta la confluenza di tre arterie principali: l'arteria basilare e le due arterie carotidi interne (destra e sinistra). Il Poligono di Willis può essere ricondotto ad un eptagono avente come lati: anteriormente le due arterie cerebrali anteriori (destra esinistra) che si uniscono attrverso l'arteria comunicante anteriore; posteriormente le due arterie cerebrali posteriori (destra e sinistra); tra arteria cerebrale anteriore e posteriore di ogni lato c'è l'arteria comunicante posteriore.

Quindi andando in senso orario troviamo:

1) Arteria cerebrale anteriore sinistra.
2) Arteria comunicante anteriore.
3) Arteria cerebrale anteriore destra.
4) Arteria comunicante posteriore destra.
5) Arteria cerebrale posteriore destra.
6) Arteria cerebrale posteriore sinistra.
7) Arteria comunicante postriore sinistra.

Tutti questi rami, ad eccezione dell'arteria cerebrale posteriore, ramo dell'arteria basilare, derivano dall'arteria carotide interna. Questa vasta anastomosi ha il compito di rendere migliore la distribuzione del sangue all' encefalo.

DEFIBRILLATORE SEMIAUTOMATICO

Il defibrillatore semiautomatico è un dispositivo in grado di effettuare la defibrillazione delle pareti muscolari del cuore in maniera sicura, dal momento che è dotato di sensori per riconoscere l' arresto cardiaco dovuto ad aritmie, fibrillazione ventricolare e tachicardia ventricolare.
Nei casi sopra elencati il defibrillatore determina automaticamente se necessaria una scarica e seleziona il livello di energia necessario. L' utente che lo manovra non ha la possibilità di forzare la scarica quando il dispisitivo segnala che questa non è necessaria.
Il funzionamento avviene per mezzo dell' applicazione di piastre adesive sul petto del paziente. Quando tali elettrodi vengono applicati al paziente, il dispositivo controlla il ritmo cardiaco e se necessario si carica e si predispone per la scarica. Quando il defibrillatore è carico, per mezzo di un altoparlante, impartisce istruzioni all' utente, ricordando che nessuno deve toccare il paziente e che è necessario premere un pulsante per erogare la scarica.
Dopo ciascuna scarica, il defibrillatore ripete il controllo del ritmo cardiaco e, se necessario, si predispone all' effettuazione di una nuova scarica.

giovedì 29 novembre 2007

SPECT

La SPECT (tomografia computerizzata a emissione di fotoni singoli) è una tecnologia simile alla PET ma più semplice, che usa composti radioattivi che emettono direttamente radiazioni gamma. Può essere impiegata per visualizzre una riduzione dell' attività cerebrale causata da malattie neurodegenerative e per confermare la loro diagnosi. Può anche aiutare a evidenziare processi di neurodegenerazione focali come le demenze fronto-temporali. Non è richiesta comunque nella diagnosi di routine, perchè nella maggior parte dei casi (malattia di Alzheimer e demenze cerebrovascolari) non aumenta la precisione diagnostica.

PET

La tomografia ad emissione di positroni (PET) è costosa ed è disponibile solo in alcuni centri universatari specializzati. Usa composti radioattivi e visualizza il decadimento di queste molecole radioattive. Il decadimento libera positroni (elettroni positivi) che a loro volta, scontrandosi, liberano radiazioni elettromagnetiche (gamma). Le radiazioni gamma sono registrate ed elettronicamente elaborate per comporre immagini che ne indicano l' origine nel cervello.
La PET è perciò in grado di visualizzare quale regione cerebrale accumuli la sonda molecolare (tracer) impiegata. Così è possibile, ad esempio, con l' uso di glucosio radioattivo, visualizzare regioni cerebrali che hanno un metabolismo particolarmente attivo in un attivo in un determinato momento ( fisiologicamente durante l' esecuzione di un particolare compito, o patologicamente nel caso di focolai epilettici o tumori). Altrimenti si può rilevare una perdita di attività legata a processi neurodegenerativi come la malattia di Alzheimer.
Per quanto riguarda l' esame dell' attività cerebrale, la PET viene sempre più sostituita dalla RM funzionale, che ha un potere risolutivo temporo- spaziale migliore e non richiede l' uso di componenti radioattivi. La PET rimane però importante per lo studio scientifico del legame di certi farmaci a determinati tipi di recettori cerebrali.

mercoledì 28 novembre 2007

PRINCIPI FISICI IN RM

Il principio di funzionamento si basa sul sottoporre il paziente ad un forte campo magnetico statico. L' intensità del campo magnetico può variare dai decimi di Tesla, per piccole macchine dedicate allo studio delle articolazioni, a 3 Tesla per le macchine attualmente in commercio per scopi diagnostici.
Nel campo magnetico statico, gli spin dei protoni all' interno dei tessuti tendono ad allinearsi alle linee di forza ( in modo parallelo o antiparallelo); poichè gli spin allineati in senso parallelo sono in numero superiore, i tessuti vengono a possedere una leggera magnetizzazione totale. Questo allineamento non è mai totale, ma piuttosto gli spin dei vari protoni incominciano a mostrare una precessione attorno alla direzione del campo magnetico.
Questa precessione mostra una frequenza tipica della fraquenza di Larmour che si trova nell' ordine dei MHz e quindi nel campo della radiofrequenza (per un campo di 1 T, la frequenza è di 42 MHz per l' atomo di idrogeno); se allora sul paziente viene applicato un campo magnetico rotante a questa esatta frequenza e di energia sufficiente, è possibile ruotare la magnetizzazione dei protoni di un angolo arbitrario ( flip angle) che dipende dal tipo di immagini che si desidera ottenere.
Il fornire questa energia alla stessa frequenza di precessione è il fenomeno che da il nome alla risonanza; si tratta dello stesso principio per cui fornendo la spinta al momento giusto, si può aumentare l' ampiezza delle oscillazioni di un' altalena.

MRI DAL PUNTO DI VISTA MEDICO

A prima vista, un' immagine di risonanza è simile a un' immagine ottenuta tramite tomografia computerizzata, dalla quale però si distingue per il fatto che le ossa, chiare quando viste con i raggi x, quì compaiono scure.
Esternamente le attrezzature per una TC e per una RM spesso sono simili: la principale differenza è la lunghezza del tubo in cui viene inserito il paziente, più piccola nel caso della TC, generalmente maggiore nel caso della MRI. In entrambe il paziente, su un lettino, viene inserito in un anello. Nonostante questa sia la forma più comune per una macchina di risonanza magnetica umana, altre geometrie sono possibili (a ferro di cavallo o quadrata).

IMAGING A RISONANZA MAGNETICA

L' immaging a risonanza magnetica o tomografia a risonanza magnetica (RM) è una tecnica di generazione di immagini, usata prevalentemente a scopi diagnostici in campo medico e basato sul principio fisico della rinsonanza magnetica nucleare.
L' aggettivo "nucleare" è stato inizialmente utilizzato in contrapposizione alla fisica della Radiologia convenzionale: il segnale di densità in RM è dato infatti dal nucleo atomico dell' elemento esaminato, mentre la densità radiografica è determinata dalle caratteristiche degli orbitali elettronici degli atomi colpiti dai raggi x.
Si è tuttavia preferito omettere questa ulteriore specificazione, non essendo indispensabile alla definizione, soprattutto per gli equivoci con il decadimento nucleare, fenomeno col quale la RM non ha nulla da spartire.
Anche se non usati i raggi x per ottenere il risultato, questa modalità è normalmente considerata come facente parte del campo della Radiologia, data la complessità della tecnica.
L' RM è generalmente considerata non dannosa nei confronti del paziente.
Le informazione date dalle immagini RM sono essenzialmente di natura diversa rispetto a quelle degli altri metodi di imaging: infatti è possibile la descriminazione tra tessuti sulla base della loro composizione biochimica.
Gli svantaggi dell' utilizzo di questa tecnica sono principalmente i costi e i tempi necessari all' acquisizione.